info@nicolaibba.it

070 152 403 97

DECRETO CURA ITALIA: REQUISIZIONI IN USO O IN PROPRIETÀ
Decreto-cura-italia-requisizioni-Nicola-Ibba

L’emergenza Covid-19 si sta diffondendo sempre di più nel nostro Paese e il Governo, per far fronte alla situazione di difficoltà economica nella quale rischia di trovarsi l’intera Nazione, ha emanato una manovra definita “poderosa” che stanzia 25 miliardi di euro

I poteri dello Stato

Il nuovo decreto prevede non solo pene per chi non osserva le disposizioni, ma anche aiuti economici, fiscali e finanziari alle famiglie, imprese e lavoratori disciplinando inoltre i poteri dell’autorità pubblica. In particolare, l’art. 6 del decreto è rubricato “requisizioni in uso o in proprietà”cioè disciplina i casi in cui l’amministrazione può prendere un bene che appartenga a un cittadino, senza che questo possa opporsi. Tra i beni che l’amministrazione può “requisire” rientrano:

  • beni mobili (requisizione temporanea non superiore ai sei mesi): 
  • beni immobili. 

Quali tipologie di beni?

Tra i beni mobili che possono essere requisiti per un breve periodo rientrano tutti i beni utili alle cure o alla prevenzione: mascherine, materiale medico chirurgico, equipaggiamenti vari. Infatti, nella norma si fa riferimento a “requisizione in uso o in proprietà di presidi sanitari o medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere occorrenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.

Per i beni immobili, si dispone invece che la requisizione può essere disposta con riferimento ad alberghi, ovvero altri palazzi o locali che siano idonei ad ospitare pazienti e personale medico. L’intento è quello di aumentare il più possibile i posti disponibili per la cura dei contagiati, considerando che ormai il sistema sanitario è al collasso. Ovviamente, ai proprietari dei beni requisiti verrà corrisposta una somma di denaro a titolo di “indennità”, calcolata in base al valore del bene o ai giorni di requisizione.

La finalità

Questo potere attribuito all’amministrazione è simile ai provvedimenti di “espropriazione”, con cui il soggetto pubblico toglie la proprietà di un bene a un soggetto privato per “motivi di pubblica utilità”, sempre dietro il pagamento di un’indennità. Se ne distingue perché in questo caso la requisizione ha un termine.

Lo scopo è chiaro: in situazioni di “interesse pubblico” come l’emergenza che stiamo vivendo, vi è il bisogno di strutture e di mezzi che lo stato può non avere (o magari non sono sufficienti). In questi casi specifici si devono ottenere dagli stessi cittadini, poiché l’esigenza sanitaria ha la priorità e dunque giustifica il sacrificio dei diritti privati per far fronte ai problemi in cui si ritrova l’intero Paese.

Avv. Nicola Ibba 

Articoli recenti

LA PROCEDURA AD EVIDENZA PUBBLICA

LA PROCEDURA AD EVIDENZA PUBBLICA

Con la locuzione evidenza pubblica si indica la procedura che la pubblica amministrazione (PA) è tenuta a seguire al fine di giungere alla stipula di un contratto di diritto privato. In altre parole, è il procedimento necessario per poter svolgere la sua attività...

SOSPENSIONE CAUTELARE DEI DIPENDENTI PUBBLICI

SOSPENSIONE CAUTELARE DEI DIPENDENTI PUBBLICI

In questo articolo intendo offrire una panoramica sul quadro delineato dall’art.55-ter del D.Lgs. 165/2001, all’interno del quale si colloca l’istituto della sospensione cautelare dei dipendenti pubblici coinvolti in procedimenti penali. Procedimento disciplinare e...

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE AGLI APPALTI

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE AGLI APPALTI

I requisiti di partecipazione sono degli attributi necessari che vengono richiesti dalla legge o dalla stazione appaltante nel bando di gara e con i quali i concorrenti dimostrano di possedere le capacità di eseguire correttamente l’opera, la fornitura oppure il...